Dichiarazione di Cartagine

Fabbrica Europa tra i firmatari della Dichiarazione di Cartagine per la protezione degli artisti in situazioni di vulnerabilità

 

Partendo dalla convinzione che gli artisti rappresentano la coscienza viva dell’umanità e che la loro protezione è una responsabilità collettiva che necessita del concorso di tutti, autorità statali e civili, la Dichiarazione di Cartagine, frutto di un’iniziativa delle Journées Théâtrales de Carthage, richiama la necessità di difendere gli artisti perseguitati, che si trovano in situazioni di vulnerabilità, insicurezza e precarietà, in situazioni pericolose e in zone di conflitto, prendendo misure appropriate e istituendo dei meccanismi specifici che li tutelino senza discriminazioni di etnia, nazionalità, religione o opinione politica.

L’urgenza di una tale Dichiarazione nasce dal moltiplicarsi di episodi – intimidazioni, vessazioni, forme diverse di violenza – che minacciano l’integrità fisica e morale e stanno costringendo molti artisti a emigrare, privandoli in questo modo del loro diritto a creare e a esprimersi liberamente.
Il testo della Dichiarazione fa riferimento a convenzioni e trattati internazionali sui diritti umani, inclusi il diritto a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, i diritti morali e materiali che derivano dalla creazione letteraria o artistica e le risoluzioni internazionali relative alla protezione dei civili in periodi di conflitto armato.
Sono citate anche le raccomandazioni dell’UNESCO che invitano gli Stati a fare in modo che gli artisti beneficino dei diritti di protezione previsti dalle normative nazionali e internazionali.

Per realizzare gli obiettivi prefissati, la Dichiarazione invita a prendere una serie di provvedimenti pratici, tra cui la concessione agli artisti che si trovano in situazioni di vulnerabilità di uno status internazionale speciale che consenta loro la libera pratica della professione e l’istituzione di un visto “artista-creatore” che possa agevolare la loro partecipazione a progetti transnazionali e manifestazioni internazionali, potendo poi rientrare nei rispettivi paesi d’origine senza dover subire intimidazioni o rappresaglie.

La Dichiarazione sollecita anche l’intervento delle istituzioni internazionali affinché agli artisti vengano concessi dei titoli di viaggio ispirati ai passaporti diplomatici o ai documenti rilasciati a rifugiati e apolidi; affinché venga creato un fondo per il supporto economico, sotto forma di dotazione o di sostegno alla creazione; affinché vengano messe in atto misure che facilitino l’inserimento professionale, in particolare la concessione di permessi di soggiorno provvisori nei paesi d’arrivo; affinché la protezione concessa agli artisti venga estesa alle loro famiglie e a chi si è esposto per difenderli; affinché vengano perseguiti gli autori di aggressioni perpetrate a loro danno; affinché l’opinione pubblica internazionale venga sensibilizzata su questi temi e si crei una rete di solidarietà attiva che possa supportarli anche dal punto di vista giuridico.

QUI puoi scaricare il testo completo della Dichiarazione

 

 

 

 

 

 

 

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