Terramara 1991/2013

Compagnia Abbondanza Bertoni

13 maggio 2014 21:00

Teatro Cantiere Florida di Firenze | IT


INFO
Durata: 75m

Biglietti:
intero 15€
ridotto 12€
studenti 10€

Prevendita online su
Boxol.it
e nei punti vendita
Boxoffice

Alle 20:30, prima dello spettacolo,
incontro con Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
coordinato da Marinella Guatterini

 

Primo vagito di un duo-compagnia che avrebbe continuato a sondare nei modi più diversi il tema del rapporto con l’altro, Terramara  con i suoi echi classici bachiani e il fitto intreccio di suggestioni musicali etniche, ungheresi, indiane, rumene e siciliane, fu un exploit più che riuscito. Una meravigliosa e promettente prima prova autoriale che nell’arco di un’ora sciorinava bravura, quasi virtuosistica – a dispetto di quanti allora serbavano attenzione solo o soprattutto alla coreografia d’altri Paesi – ma non certo e mai fine a se stessa, bensì delicatamente tesa a rinforzare i caratteri di una “mediterraneità” tutta nostra, esemplare e oggi da riscoprire.

Nato come riflessione a due sul trascorrere del tempo, sulle sue vestigia antiche e sulla complessità del legame tra due esseri di sesso opposto che s’incontrano per creare nuova vita e ricrearsi, Terramara  già sfruttava tutti i significati e simboli del suo titolo. Storia d’amore danzata, la pièce lasciava fluire nell’arco di un’ora e in modo originale e desueto, il sentimento più importante e segreto di due amanti nel loro impegno quotidiano, nel tempo comunitario del lavoro. Ed ecco perché le gerle piene di arance da svuotare e riempire, le fascine di paglia da caricare e spostare nello spazio immaginario di campi baciati dal solleone, durante i mesi del raccolto. In una natura, bucolicamente riscoperta come non avremmo visto in nessuna altra pièce di quegli anni, si danzava il desiderio di trovare nel lavoro pure amaro e faticoso, la scansione del tempo secondo le leggi della terra e dunque i ritmi originari dell’unione tra maschile e femminile.

Centinaia di arance riversate in scena non potevano essere, qui, un semplice ed esplicito omaggio al teatrodanza dalle scenografie naturalistiche di Pina Bausch, ma la necessità del colore/calore capace di accendere gesti e sguardi e di riversarli verso il pubblico in un abbraccio emotivo. Su questo turgore espressivo e drammatico, sprigionato nel rigore di una danza comunque formale, fa leva anche la ricostruzione 2013 di Terramara. Ora viene danzato da una coppia di giovani scelti nel bacino veneto, e guidati dai coreografi originari. La sua rinascita è, come i precedenti capisaldi italiani di RIC.CI, non certo pura archeologia, ma esemplare e fresca rigenerazione di una pièce generosa nell’intreccio coreografico, nella costruzione anche musicale, quanto nella fisicità a tinte arancioni.
Marinella Guatterini

 

coreografia: Michele Abbondanza
cura del riallestimento: Antonella Bertoni
con: Eleonora Chiocchini e Francesco Pacelli
musiche: J.S. Bach, G. Yared, S. Borè e musiche della tradizione popolare
scene 1991: Lucio Diana
luci: Carlo Meloni
realizzazione costumi: Marta Griso
direzione tecnica: Andrea Gentili
produzione 1991: Drodesera / Centro Servizi Culturali Santa Chiara
produzione 2013: Compagnia Abbondanza/Bertoni
Riallestimento nell’ambito del progetto
RIC.CI/Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ’80/ ’90
Ideazione e direzione artistica: Marinella Guatterini – assistente alla direzione: Myriam Dolce
in collaborazione con: Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Arteven Circuito Teatrale Regionale Veneto – Città di Venezia – Assessorato alle Attività Culturali, Teatro Pubblico Pugliese
coproduzione: Fondazione Teatro Grande di Brescia, Fondazione Fabbrica Europa, Fondazione Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Torinodanza
Con il sostegno di: MiBAC-Dipartimento Spettacolo / Provincia autonoma di Trento-Servizio attività culturali / Comune di Rovereto-Assessorato alla Contemporaneità / Regione autonoma Trentino Alto Adige / Cassa Rurale Folgaria-Filiale Rovereto / Centro Servizi Culturali Santa Chiara
Ringraziamenti: Atelier Marta Griso Ecomuseo del Lagorai e il gerlaio Fabio Cenci, Alessandro Pavone, Fabrizio Casetti
[foto: Stefano Manica]

Comments are closed.