Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards – Open Program

18 ottobre 2018 - 21 ottobre 2018 19:30

PARC ex Scuderie Cascine Firenze | IT


INFO
Il Seminario e l’Incontro cantato sono a entrata libera, senza prenotazione.

Per Le parole nascoste e Le storie di Katie si consiglia la prenotazione:
reservations@theworkcenter.org


Dal 18 al 21 ottobre il Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards è a Firenze con quattro giorni di attività al PARC ex Scuderie Granducali alle Cascine, il nuovo spazio della Fondazione Fabbrica Europa. L’anno scorso il Teatro della Toscana ha accolto il Focused Research Team in Art as Vehicle; quest’anno sarà la volta dell’Open Program, che offrirà un panorama delle sue diverse attività, con un Seminario libero di canto, due spettacoli (Le parole nascoste e Le storie di Katie) e un Incontro cantato.

Questo il programma:

Giovedì 18 ottobre dalle h 19:30 alle h 21:30 e Sabato 20 ottobre dalle h 17:00 alle h 19:00
SEMINARIO LIBERO DI CANTO

Due sessioni sul canto e sul cantare, gratuite e aperte a tutti, accoglienti e rilassate, in cui Mario Biagini e i suoi colleghi insegnano canti del loro repertorio, appartenenti alla tradizione afro-americana e afro-ispanica. Il Seminario libero è uno degli elementi del percorso d’invito al canto che l’Open Program sviluppa tra Pontedera e Firenze, articolato in numerosi incontri pubblici e semi-pubblici, portato avanti in collaborazione con la cittadinanza, impegnando anche rifugiati e richiedenti asilo. Le sessioni del Seminario libero e l’Incontro cantato che seguirà domenica 21 sono ottime occasioni per avere un assaggio di questa pratica artistica. Durante il Seminario libero i partecipanti sperimentano una possibilità di incontro attraverso il canto, imparando elementi semplici e concreti, i canti e alcuni passi di danza, e modi intuitivamente comprensibili di abitare un luogo assieme ad altri in maniera attiva e responsabile. I partecipanti ricevono i testi stampati dei canti, per un primo approccio. Si può passare anche solo per dare un’occhiata, le porte sono aperte, e la curiosità è benvenuta – si può arrivare dopo l’orario di inizio e andarsene prima della fine. Inoltre non è richiesta la partecipazione a entrambe le sessioni. Il Seminario dà a chiunque vi partecipi dei solidi strumenti che permettono di prendere parte in maniera più piena e lucida all’Incontro cantato della domenica.

 

Venerdì 19 ottobre h 21:00
LE PAROLE NASCOSTE (THE HIDDEN SAYINGS)

Primo incontro in programma con tutti e 9 gli attori dell’Open Program, Le parole nascoste (The Hidden Sayings) è uno spettacolo creato nel 2013 e spesso utilizzato dall’Open Program durante i suoi viaggi come una sorta di introduzione al proprio lavoro nel momento del primo contatto con una comunità. Si tratta di un lavoro per lo più cantato: un piccolo gruppo di persone s’incontra e s’interroga sui propri miti, di fronte alla città, pronunciando parole antiche, tratte da testi della prima Cristianità, e intrecciandole con canti della tradizione afro-americana. Gli attori affrontano testi e canti. Si domandano quali possano essere oggi per loro il senso, l’urgenza, l’azione di questi canti e di questi testi che sono entrambi alle radici mitiche del mondo in cui vivono. Non arrivano a nessuna risposta che chiuda inevitabilmente la domanda. Ma la domanda è concreta, non eludibile; si manifesta attraverso elementi semplici e tangibili – azione, contatto, parola viva, canto, danza – e vibra muta e palpabile come la risonanza silenziosa di una campana. I canti della tradizione afro-americana la portano e l’amplificano delicatamente, suggerendo vie di trasformazione e contatto, e le parole della Cristianità delle origini (qui tradotte principalmente dal copto e provenienti da un’area che comprende Egitto, Medio Oriente e Grecia), voci familiari e dimenticate, ci rimandano l’eco di questa domanda muta.

 

Sabato 20 ottobre h 21:00
KATIE’S TALES (LE STORIE DI KATIE)

Dopo la seconda sessione del Seminario Libero, va in scena la prima assoluta di Katie’s Tales (Le storie di Katie), un monologo di e con Agnieszka Kazimierska, membro dell’Open Program da undici anni. Lo spettacolo è diretto da Mario Biagini. È la storia di una donna e del suo innamorato che dopo un fatto terribile è partito con la promessa di tornare, un giorno. Ed è la storia di un giardino, fitto di alberi di ciliegio. Sono tempi di attesa e tempi di divenire – tempi nuovi e selvaggi. Katie, accompagnata da una coppia di domestici stranieri, vive protetta dal suo giardino, all’ombra dei ciliegi, testimoni silenziosi della sua vita e della Storia. Ogni giorno Katie riceve visitatori: ogni momento potrebbe essere quello del ritorno di colui che è partito in viaggio, e Katie lotta, si tiene pronta. Con le sue storie, Katie ci parla del desiderio e dell’attesa, e nei suoi silenzi ci parla del non detto. Colei che aspetta è lei stessa in viaggio, muta sulla strada della sua vita scandita e ritmata in fotogrammi vividi, al centro dal suo giardino e all’ombra densa di ricordi dei ciliegi – una donna in piedi di fronte alla Storia, di fronte alle proprie luci e alle proprie ombre, all’incrocio tra passato e futuro. Il desiderio non detto che Katie incarna ci invita a interrogarci sul luogo a cui apparteniamo, a porci domande senza parole sul ruolo della nostra coscienza, nel flusso assordante degli avvenimenti e nel turbine confuso dei desideri.

 

Domenica 21 ottobre dalle h 17:00 alle h 19:00
INCONTRO CANTATO

L’Open Program conclude questo suo intervento autunnale a Firenze con un Incontro cantato – un invito a prendere parte a una festa fuori dall’ordinario, alla quale si può assistere con la propria presenza, e durante la quale ci si può unire al canto con il canto o con l’ascolto, e alla danza con la danza o con lo sguardo. È un evento a cura dell’Open Program, coordinato da Mario Biagini, che fa parte del percorso di invito al canto rivolto a chiunque dal gruppo internazionale di attori. Un evento appunto libero e gratuito, aperto a tutti senza alcuna limitazione (per prendervi parte non è necessario aver partecipato al Seminario libero). L’Incontro cantato è forse una forma d’arte dimenticata, che i nostri antenati neanche troppo lontani conoscevano e che contemplava la partecipazione fluida e attiva da parte dei presenti. Guidato gentilmente da un nucleo di artisti preparati, l’Incontro è uno spazio sicuro in cui sperimentare che cosa significhi prendersi cura individualmente di un agire condiviso. I partecipanti, ognuno con un retroterra differente, diventano consapevolmente co-creatori di un’opera d’arte che va oltre le diversità, verso il riconoscimento reciproco. I canti nascono attorno e tra i partecipanti, e i ritmi e le melodie, assieme ai timbri, favoriscono il sorgere di un’attenzione diversa. La risonanza abbraccia tutti i presenti, che costruiscono insieme la serata in modo attivo, ritrovandosi di fronte a semplici scelte: essere testimoni, entrare nello spazio dove si svolge l’azione, seguire rimanendo da parte, cantare e danzare, trovare la propria maniera di essere presenti e sostenere gli altri. Ascoltare.

 

[foto: Agata Patola]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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