Ziad Trabelsi
Liu’ud

 

Ziad Trabelsi, oud
Francesco Tomasi, liuto, tiorba, chitarra medievale
Fabrizio Cardosa, colascione e viola da gamba
Simone Pulvano, percussioni

 

Liu’ud rappresenta l’incontro tra due simboli della cultura musicale occidentale e mediorientale: l’oud – uno tra i più affascinanti strumenti della musica araba, suonato Ziad Trabelsi, cantante e musicista dell’Orchestra di Piazza Vittorio – e il liuto, affidato al sapiente tocco di Francesco Tomasi.
“In un’epoca di incontri a volte voluti, a volte evitati – spiega Trabelsi – in un’epoca in cui gli incontri fra popoli arricchiscono l’agire quotidiano, in un’epoca in cui si negozia per il dialogo e per la diversità, costruendo ponti e rimanendo spesso impreparati a questa presunta novità, dimentichiamo che tutto questo esisteva già da tempo. Il mondo è questo sin da quando è stato creato. E i canali di mediazione non si tingono solo di dibattiti, poltrone politiche e leggi; esiste un canale che da sempre ha messo in comunicazione i popoli: la musica”.

Questa è l’idea, il monito, il mood di Liu’ud. Attraverso le note si racconta l’incontro tra entità strumentali che superano la loro provenienza etno-musicale e si riconoscono, a confronto con le altre, nella loro sonorità e nelle possibilità di crearsi e reinventarsi.

Ad accompagnare i due strumenti in un viaggio tra atmosfere antiche, mediorientali e moderne, Fabrizio Cardosa al colascione e Simone Pulvano alle percussioni.

 

Cantante e compositore, Ziad Trabelsi nasce a Tunisi nel 1976 da una famiglia d’arte, suo padre è stato un importante musicista e compositore dell’Orchestra araba della Medina di Tunisi. Nel 1994 si diploma al conservatorio e nel 2002 approda a Roma diventando membro e compositore dell’Orchestra di Piazza Vittorio, contesto in cui ha sempre cercato un dialogo artistico tra la tradizione musicale araba e quella degli altri artisti membri, creando progetti estremamente eclettici di altissimo valore qualitativo, acclamati dal pubblico e dalla critica. Trabelsi offre la sua elevata competenza e il suo talento anche nella composizione di musiche per cinema e teatro, fra cui il film “L’Orchestra di piazza Vittorio” di Agostino Ferrente, “Lettere dal Sahara” di Vittorio De Seta, “I fiori di Kirkuk” di Fariborz Kamkari. Insieme a Pino Pecorelli produce e compone la musica di “Bab al Samah” di Francesco Sperandeo, film premiato per la migliore musica al Taormina Film Festival. Nel 2009 avvia il suo progetto musicale e di ricerca “Carthage Mosaik”, con la produzione artistica di Peppe d’Argenzio e Pino Pecorelli e due anni dopo pubblica “Contemporary Maghreb”. Nel 2014 crea il progetto “Arabesk Group” composto da musicisti di Tunisia, Marocco, Algeria, Libia, Egitto, Palestina e Iraq, un vero e proprio viaggio nella tradizione araba e i suoi generi, tra cui il classico, l’andaluso e le varie contaminazioni. Continua la composizione per il cinema con le musiche per il film “Pizza e Datteri” di Fairouk Faribouz nel 2015. In quello stesso anno lavora, insieme a Paolo Rocca, al progetto “Romarabeat”, un connubio musicale tra la tradizione araba e quella dei Balcani. Ultimamente è impegnato nell’apertura della prima scuola di oud a Roma che si prenderà il nome di “Dar al sud”.
Fabrizio Cardosa ha compiuto i suoi principali studi musicali presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, diplomandosi in Composizione, Musica corale e direzione di coro, Musica elettronica. Ha studiato anche la viola da gamba, strumento con il quale spazia dal repertorio rinascimentale a quello di incontro tra tradizioni diverse. I diversi strumenti di questo tipo che utilizza nei concerti sono copie di originali antichi, che lui stesso ricostruisce. Ha arrangiato per svariate formazioni e ha composto brani di musica strumentale, vocale ed elettronica, oltre ad essere autore di spettacoli musical-teatrali: “Cronopios, famas e speranze”(per voci, strumenti e attori, 1995); “L’Hospitale de’ pazzi incurabili” (per otto vocalisti e attore, 1999); “Volatili Insetti e Pennuti” (per cori di ragazzi, commissionato dal Ministero della Pubblica Istruzione, 2000); “Le città invisibili” (per orchestra, vocalisti e attori, 2001); “TRE per OTTO” (per orchestra, soli e coro, 2004); “Rispettive Identità” (per soli e orchestra, 2011); “La vera fiaba” (per cori di adulti e bambini e strumenti 2012). Nel 1984 Ha fondato il “Kammerton vocal ensemble”, gruppo ancora oggi impegnato in un progetto personale di musica contemporanea vocale. Ha suonato con Moni Ovadia nello spettacolo “Cantavamo,cantiamo, canteremo!” di cui era anche arrangiatore. Ha curato la direzione di musical quali “The Full Monty” (versione italiana per la regia di Gigi Proietti) che ha debuttato nel dicembre 2001 e “Vacanze Romane” (prima assoluta al Teatro Sistina di Roma nel febbraio 2004) con Serena Autieri e Massimo Ghini per la regia di Pietro Garinei. È stato inoltre insegnante presso i Conservatori di Frosinone e Pescara.
Francesco Tomasi manifesta precocemente le sue inclinazioni musicali avvicinandosi allo studio della chitarra classica. Appassionatosi al repertorio antico, all’età di 13 anni decide di dedicarsi al liuto studiando con Marco Pesci e Andrea Damiani e terminando brillantemente i suoi studi al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma nel 2009. Nel 2012 conclude il Master di liuto specializzandosi in chitarra barocca e tiorba con Rolf Lislevand alla Musik Hochschule di Trossingen. Ha frequentato anche numerose masterclass internazionali tenute da Paul O’Dette, Jakob Lindberg e Nigel North. Ha al suo attivo un’intensa carriera concertistica, grazie alle diverse collaborazioni con ensemble di musica antica tra i quali “Concerto Romano”, diretto dal M° Alessandro Quarta, “Arte musica”, diretto da Francesco Cera, “Swiss Baroque Soloists”, “Pera ensemble”, “Cappella Gabetta”, “La Malaspina”, “La Selva”, “Cappella Tiberina”, “Ricercare antico”, “Anfione ensemble”, diretto da Andrea Damiani, con cui si è esibito nell’ambito dei più prestigiosi festival e rassegne concertistiche in Italia e all’estero, riscuotendo grande successo e consensi dalla critica. Nel 2009 ha partecipato alla manifestazione “Ponti Sonori”, organizzata dall’Accademia Nazionale Santa Cecilia. Nel 2009 ha collabora con l’ensemble “La Selva” alla registrazione di un cd intitolato “Alla luna” con musiche di Biagio Marini. Nel 2010 è entrato a far parte dell’orchestra barocca dell’unione europea (EUBO), con la quale ha tenuto concerti in diversi paesi europei tra cui Lussemburgo, Francia, Portogallo, Germania, Polonia, Belgio. Nello stesso anno, con il suo ensemble “la Malaspina”, si è aggiudicato il premio della giuria al concorso di musica antica “Biagio Marini” a Neuburg an der Donau (Germania). Con il gruppo “Cappella Tiberina” ha registrato per la casa discografica “Brilliant Classics” i XII Concerti per flauto dolce di Mancini, con il gruppo “Concerto Romano” il cd “Luther in Rom” per la casa discografica Christophorus. Ha collaborato con emittenti radiofoniche come Radio Vaticana, la WDR tedesca, la ORF austriaca e in ambito televisivo con RAI International. Il suo costante impegno nello studio della prassi esecutiva antica lo vede attualmente attivo come continuità nell’accompagnamento di cantanti e strumentisti e come esecutore solista, al liuto, alla tiorba e alla chitarra spagnola.
Simone Pulvano si è avvicinato allo studio delle percussioni del mondo arabo (darbuka, riq, sagat, bendir etc.) sotto la guida del percussionista egiziano Mohammed Abdalla; ha approfondito poi le proprie conoscenze attraverso stage e seminari con musicisti di fama internazionale – Hossam Ramzy, Jamal Ouassini (direttore dell’orchestra arabo-andalusa di Tangeri), Zohar Fresco, Karim Nagi, Helm – e compiendo diversi viaggi nel Vicino Oriente e Nord Africa. La passione per il mondo arabo si è spinta poi oltre i confini musicali e nel 2004 si è laureato in storia della filosofia araba a La Sapienza di Roma.
È nell’ambito della musica mediterranea che Pulvano ha realizzato molte delle sue collaborazioni suonando con il gruppo di musica araba Ons, con la formazione di musica greca Mesogea di Filiò Sotiraki, con il musicista e compositore marocchino Jamal Ouassini con il quale ha organizzato seminari di introduzione alla musica araba. Tra le altre collaborazioni si ricordano: Etruria Criminale Banda, Andrea Rivera, I Circolabili, Handala, Milagro Acustico, Nour Eddine, Pejman Tadayon. Pulvano è anche il fondatore e direttore della “Takadum Orchestra”, formazione con tre dischi all’attivo.

 

CALENDARIO

14 maggio 2016 | Laboratorio Nomade – Festival au Désert, Stazione Leopolda, Firenze
15 luglio 2016 | Laboratorio Nomade – Festival au Désert, Le Murate. Progetti Arti Contemporanea, Firenze
30 novembre 2016 | Teatro Arciliuto Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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