30 Settembre 2026 21:00
Teatro Cantiere Florida di Firenze | IT
nell’ambito del festival Fabbrica Europa 2026
Con il movimento conclusivo del progetto Frankenstein Motus estende la “mappatura dell’orrore” partorita dalla mente della giovanissima Mary Shelley, per spostare il fuoco sul momento in cui la creatura inizia a percepirsi irrevocabilmente esclusa dalla beatitudine apparente degli umani, che la rifiutano solo per il suo aspetto non conforme.
Un “film performato” in cui i livelli narrativi si mescolano in maniera caleidoscopica e tutto è in stridente relazione con l’oggi.
Captain Walton e la fantasmatica sorella Margaret/Mary – Walton/Wollstonecraft – Seville/Shelley non abitano i ghiacci polari, ma un pianeta arido e apocalittico, negli ultimi giorni della nostra malandata umanità, tra incendi boschivi, echi di guerre genocide e droni assassini.
Un film estremo, drammatico e folle, ambientato tra gli “ecomostri” calabresi e spiagge accecate dal sole. Protagonista di questo lavoro è anche il mare, che brilla all’alba, si incupisce al tramonto e risucchia, sputa, i corpi estenuati della creatura e il dottor Frankenstein, nel loro disperato inseguimento.
Una composizione che va ancor più ad amplificare il gioco di scatole cinesi con cui Mary W. Shelley ha raccontato la storia di odio – e di tenerezza radicale – della creatura che “continuerà a esistere perché non ha mai vissuto”.
Tra le fiamme del fuoco prometeico che attraversa questo secondo movimento, alla voce della creatura si sovrappongono anche altre voci / testimonianze / “confessioni”, di giovani incontrat* nelle interviste per [ÒDIO], film/documentario vincitore dell’Italian Council 2024.
