5 Ottobre 2025 21:00
Teatro Cantiere Florida di Firenze | IT
nell’ambito del festival Fabbrica Europa 2025
Dom 28 Settembre, dalle 15:00 alle 17:00 a PARC (Piazzale delle Cascine, Firenze)
UN MONDO APPARENTEMENTE IMMOBILE
Un incontro ispirato a uno dei temi centrali dello spettacolo Chair/IL POSTO di Takahiro Fujita: il mondo sembra non voler ascoltare le nuove generazioni.
Un’occasione per riflettere sulle contraddizioni del mondo teatrale – tra attese, slanci e invisibilità – insieme ad artiste e artisti di generazioni e visioni differenti.
Per partecipare, scrivere a fabbricaeuropa.workshop@gmail.com
Chair/IL POSTO del regista giapponese Takahiro Fujita è un’opera teatrale che esplora i temi dell’identità, della memoria condivisa e della ricerca di connessione in un mondo apparentemente immobile. Attraverso una struttura narrativa fatta di episodi reali, interviste, ricordi e flussi di coscienza, cinque giovani artisti – provenienti da diversi contesti culturali – convivono su un palcoscenico che diventa casa, spazio pubblico e luogo mentale.
Le immagini proiettate sul fondale, tratte dalle strade di Sansepolcro, fungono da scenografia ma anche da simbolo di un mondo esterno che resta inerte, immobile, mentre i protagonisti si muovono, agiscono, sognano.
Il titolo allude alla “sedia” come spazio personale e a “il posto” come spazio condiviso, un luogo dove si può stare insieme.
Le sedie ai margini del palco rappresentano uno spazio intimo per chi non recita e diventano anche dispositivi narrativi in cui si intrecciano ricordi d’infanzia, rapporti familiari e desideri. La scenografia, con mobili sospesi che riflettono la luce sul pubblico, suggerisce uno scambio silenzioso tra scena e platea: una forma di comunicazione tra i giovani artisti e gli spettatori, un invito alla riflessione.
La frase “Io sono io, ma sono anche tu”, pronunciata in apertura e ripetuta come mantra, diventa il nucleo tematico dell’opera: un tentativo di abbattere i muri dell’indifferenza e riconoscere il filo invisibile che ci lega tutti, anche se separati da spazio e tempo. Quando lo spettacolo si chiude, i personaggi si separano, ma il pubblico resta avvolto da una luce che li accompagna; una traccia lasciata dal teatro, capace di risvegliare autocoscienza e comunità.
Chair/IL POSTO è una dichiarazione silenziosa e potente sulla capacità del teatro di attivare empatia, generare connessioni e offrire una visione altra del nostro stare al mondo.