Dentro il contemporaneo #1

AUTORI UNDER 25

10 Ottobre 2026 17:00

PARC Performing Arts Research Centre Firenze | IT


nell’ambito del festival Fabbrica Europa 2026


Dentro il contemporaneo è un progetto dedicato ad autori under 25, realizzato in collaborazione con Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e curato da Marinella Guatterini, docente e critica di danza.

Otto performance, in due serate, firmate da sei giovanissimi coreografi, laureatisi alla Scuola milanese nel 2025, intervallate da brevi pillole teoriche di Marinella Guatterini.

In questa prima serata si alternano sul palco:

GIOVANNA SECCIA
PELLE

Cambiamo continuamente pelle, cambiamo continuamente la nostra forma. Qual è l’equilibrio tra il tenere e il lasciare andare? Quante pelli dobbiamo cambiare? Quante ne abbiamo davvero? Quanto ci fa paura liberarci di una pelle per acquistarne un’altra? E siamo davvero sicuri di liberarcene davvero? O forse è solo una trasformazione? È il nostro viaggio dentro di noi che forse si realizza davvero solo nello spazio di mezzo tra una pelle e un’altra.

Giovanna Seccia a Barletta (2002) si laurea nel 2024 in Lettere Classiche all’università degli studi di Bari e nel 2025 in danza contemporanea alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Lavora come danzatrice e performer e sviluppa la sua personale ricerca coreografica, di cui Pelle è la prima tappa.

coreografia e interpretazione: Giovanna Seccia
dramaturg: Anna Farina
foto: Denise Prandini

ARIANNA DELLE GEMME
SENZA CODA

Senza coda è una ricerca coreografica sulla trasformazione della massa corporea attraverso il dispositivo simbolico della coda, arto perduto dell’evoluzione e traccia ancestrale capace di riattivare percezione e immaginazione. Muovendo dal gioco infantile come pratica di relazione non gerarchica, il solo di Arianna Delle Gemme esplora il corpo come spazio di desiderio e metamorfosi. Tra ironia e straniamento, la scena apre un territorio sospeso in cui reale e immaginato convivono.

Arianna Delle Gemme (2003) è danzatrice e performer. Laureata nel 2025 presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, debutta al festival MORSI con Senza coda, finalista di Vetrine della giovane danza d’autore Anticorpi XL 2026.

coreografia e interpretazione: Arianna Delle Gemme
supervisione drammaturgica: Paola Bedoni
musica: Toccata, Federico Chiari; Heffalumps and Woozles (Organ Cover) di Richard e Robert Sherman
foto: Lorenzo Gorini

MARCELLO MALCHIODI
ICARUS

206 sono le ossa presenti all’interno di uno scheletro umano; scheletro che può essere visto come supporto o come gabbia. ICARUS è un progetto che nasce dalla necessità di indagare il significato della sindrome omonima al mito greco attraverso la scoperta del proprio scheletro, delle possibilità e dei limiti che possiede, provando a sopravvivere in un mondo veloce ed esigente. Così come Icaro è incapace di apprezzare ciò che ha, il performer non riesce a trovare pace con il proprio corpo e cerca di cambiarlo radicalmente, al punto da lottare contro di esso come contro un essere estraneo a sé.

Marcello Malchiodi (2004) è danzatore, performer e coreografo. Diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, nel 2024 debutta con il solo Icarus. Il suo Prometheus del 2025 è finalista XL Anticorpi 2026 ed è selezionato per Nuove Traiettorie.

coreografia e interpretazione: Marcello Malchiodi
assistenza drammaturgica: Isaia Ragona Coco
supervisione coreografica: Paola Bedoni
musica: Morton Feldman, Sergei Rachmaninoff
foto: Denise Prandini

ALVISE GIOLI
IN FONDO ALLA LITORANEA

In fondo alla Litoranea è un tuffo, un’immersione in apnea e al tempo stesso una riemersione. Collocata in un ambiente ibrido tra profondità marine e la vertigine di un acquapark, tra danza e installazione video, la performance indaga la nostra ontologia acquatica, il nostro rapporto con l’acqua e la necessità di dover riconsiderare questa nostra relazione.

Alvyse (Alvise Gioli) è coreograf* e artista visiv*. Diplomat* in Danza Contemporanea presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, attualmente è iscritt* alla magistrale di Arti Visive e Cinema Espanso presso lo IUAV di Venezia. La sua ricerca si nutre soprattutto di danza e dell’utilizzo del medium video come possibilità di indagare il movimento anche in campi che trascendano la presenza umana e che spazino in un ambiente multimediale capace di accogliere una pluralità di linguaggi.

di Alvyse (Alvise Gioli)
con Giorgia Atti, Arianna delle Gemme, Rossana Martire
musiche: Clariloops, David Bowie, Kelly Lee Owens, Caterina Barbieri, Brian Eno
foto: Denise Prandini

PREFERIREI DI NO: DANZARE IL CONTEMPORANEO
di Marinella Guatterini

tra “pillole” teoriche di vario numero

Lo strano titolo che anticipa DANZARE IL CONTEMPORANEO si rifà a una frase più volte ripetuta in Bartleby lo scrivano (1853) di Herman Melville “Preferirei di no” (in originale “I would prefer not to”). Il protagonista utilizza questa formula per opporsi con gentilezza a ogni richiesta del suo datore di lavoro, incarnando un dissenso silenzioso. Da Jacques Derrida in poi molta filosofia contemporanea ha analizzato a fondo il valore del “no” e del rifiuto radicale con le dovute differenze e tuttavia concordando sul risoluto diniego come simbolo di una resistenza pacifica contro le regole e le richieste del mondo, incrinandone le gerarchie stabilite dal linguaggio e dal potere. È questo, secondo Marinella Guatterini, il segreto per vivere e creare oggi nel mondo della danza contemporanea, senza soggezione, senza paura dell’avvolgente tecnologia, senza provare obblighi di sorta, senza accondiscendere al “cosiddetto” mercato. La ricerca, etica e umanistica, sa dire di no. Perché?

Perché ballonzolare qua e là nello spazio vuoto, rannicchiarsi, camminare a piedi nudi e/o scivolare con passi strisciati dondolando il bacino come se si fosse sulla luna, o sulla passerella di una sfilata di moda; passeggiare con calzini e scarponcini, magari nudi; straziarsi un po’, chiudendo il corpo in dolenza afasica? Perché raccontare di sé, narcisisticamente, con la presunzione che il pubblico si rispecchi nelle disgrazie dell’autrice/autore? Questa sarebbe la cosiddetta danza contemporanea? No. O meglio la contemporaneità ha mille facce, ma anche un principio ben chiaro: si permette il lusso dei significanti, ovvero gioca con il movimento riconsegnandolo al piacere di costruire forme poetiche e/o misteriose (Kant), ma mai con l’intento di produrre un senso preciso, bensì fuggevole, semmai un nonsense. Inoltre, insorge contro l’indottrinamento del pubblico: preferisce spronarlo a entrare in sintonia con ciò che vede attraverso la propria sensibilità e i pensieri che possono anche essere diametralmente opposti a quelli dell’autore, prediligendo sempre l’istinto alla ragione (Antonin Artaud).


foto cover: Denise Prandini, dettaglio

INFO
BIGLIETTI
intero 15 €
ridotto convenzioni 13 € *
ridotto studenti 10 € **
* over 65, soci Arci, Unicoop Firenze, Controradio Club, Touring Club Italiano, Institut français, Lungarno, IREOS, Centro Pecci Prato, possessori biglietti mostre in corso e Amici di Palazzo Strozzi, personale e docenti Unifi
** studenti universitari, Accademia delle Belle Arti, Conservatorio, IED, Polimoda, scuole convenzionate

Le modalità di acquisto in prevendita saranno disponibili a breve.


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