Dentro il contemporaneo #2

AUTORI UNDER 25

11 Ottobre 2026 17:00

PARC Performing Arts Research Centre Firenze | IT


nell’ambito del festival Fabbrica Europa 2026


Dentro il contemporaneo è un progetto dedicato ad autori under 25, realizzato in collaborazione con Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e curato da Marinella Guatterini, docente e critica di danza.

Otto performance, in due serate, firmate da sei giovanissimi coreografi, laureatisi alla Scuola milanese nel 2025, intervallate da brevi pillole teoriche di Marinella Guatterini.

In questa seconda serata si alternano sul palco:

LORENZO DINO MARCHIONNI
QUANDO L’ACQUA DIVENTA GHIACCIO

Quando l’acqua diventa ghiaccio indaga i comportamenti e gli atteggiamenti che adottiamo durante le più semplici situazioni di relazione con l’altro. Momenti di incomprensione, di contrasto, di dissonanza e di “non-detto” fanno da scenario a una costante possibilità di dialogo, dove l’emozione emerge nella sua forma “atomica”, microscopica, concentratissima, ma rivelatrice dell’inevitabile stato di nudità e innocenza che permea ogni individuo.

Lorenzo Dino Marchionni, 23 anni, dopo aver studiato recitazione, si è laureato presso l’atelier di Danza Contemporanea della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, interessandosi in particolare alla coreografia. È stato selezionato per il programma Incubatore per giovani Coreograf* presso il CIMD – Centro Internazionale Movimento Danza di Milano. Quando l’acqua diventa ghiaccio è la sua prima coreografia originale.

coreografia e ideazione: Lorenzo Dino Marchionni
interpretazione: Arianna Delle Gemme, Elia Bucchieri
tutoraggio: Paola Bedoni
musica: Bee Gees
foto: Denise Prandini

MARCELLO MALCHIODI
PROMETHEUS

Ti sei mai chiesto cosa faresti l’ultimo giorno della tua vita? Tutto si ripresenta nella tua mente: frammenti, istantanee, echi di ciò che un tempo hai vissuto. Sei prossimo alla fine, una fine che arriva tuo malgrado. Non sei tu ad aver scelto il momento. Qualcun altro lo ha fatto per te. Come ti fa sentire questo? Prometheus rappresenta la seconda tappa della trilogia che Marcello Malchiodi dedica all’indagine delle molteplici declinazioni della follia. La performance si ispira liberamente a L’ultimo giorno di un condannato di Victor Hugo, da cui riprende la dimensione psicologica del condannato, dell’essere umano messo ai margini e marchiato dalla società. Una moltitudine organizzata giudica, etichetta e punisce le deviazioni del singolo.

Marcello Malchiodi (2004) è danzatore, performer e coreografo, diplomato con lode alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Nel 2024 debutta con il solo Icarus. Nel 2025, con Prometheus, è finalista XL Anticorpi 2026 e viene selezionato per Nuove Traiettorie.

coreografia e interpretazione: Marcello Malchiodi
dramaturg: Isaia Ragona Coco, Pasquale Renella
tutor: Paola Bedoni
musiche: David Moss, Demetrio Stratos, Meredith Monk, Engelbert Humperdinck
foto: Lorenzo Gorini, dettaglio

MARIA PRISCILLA CORNACCHIA
PODIÀFOS

Da sempre viviamo in un tempo in cui il giudizio è il metro attraverso cui tutto viene misurato. Ma cosa accade quando il corpo si libera da questo sguardo? PodiÀfos nasce da una ricerca coreografica sul rapporto tra corpo e musica elettronica. Attraverso l’electro-pizzica e la musica rave, quattro danzatori attraversano un percorso di rinascita, portando alla luce ciò che resta nascosto.

Maria Priscilla Cornacchia è danzatrice, performer e coreografa. Diplomata in Danza Contemporanea alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, collabora con artisti del panorama contemporaneo. La sua ricerca autoriale comprende Di Sabbia e di Terra e PodiÀfos che indagano il corpo come spazio di memoria.

ideazione e coreografia: Maria Priscilla Cornacchia
interpreti: Alvise Gioli, Arianna Delle Gemme, Miriam Maso, Giorgia Atti
musiche: Go Dugong & Washé, An-i, Jean-Michel, Future Tradizioni, Sangennarobar & Marco Dalmaso
campionamenti: Federico Gravili e Santiago Malverde
testo: Maria Priscilla Cornacchia e Sveva Servodio
foto: Lorenzo Gorini, dettaglio

MARCELLO MALCHIODI
ORIONE (PRIMO STUDIO)

Orione è il terzo capitolo della trilogia di Marcello Malchiodi dedicata alla follia. In questa nuova tappa, il focus si sposta su una condizione universale: la follia non è più solo interna al soggetto, ma si riflette nel mondo che lo circonda. Il corpo in scena è quello di un essere affranto, disorientato, che cerca di sopravvivere in un ambiente devastato, dove ogni equilibrio è ormai compromesso. La performance nasce da una riflessione sulla contemporaneità e sull’impatto delle catastrofi – ambientali, politiche, sociali – generate dall’uomo. Tramite una ricerca sull’omonimo mito e la filosofia esistenzialista di Jean Paul Sartre, Orione mette in moto un corpo che non agisce più per desiderio, ma per necessità, costretto ad adattarsi a un presente instabile e frammentato.

di e con Marcello Malchiodi
dramaturg: Isaia Ragona Coco
supervisione coreografica: Paola Bedoni
musica: Gavin Bryars

PREFERIREI DI NO: DANZARE IL CONTEMPORANEO
di Marinella Guatterini

tra “pillole” teoriche di vario numero

Lo strano titolo che anticipa DANZARE IL CONTEMPORANEO si rifà a una frase più volte ripetuta in Bartleby lo scrivano (1853) di Herman Melville “Preferirei di no” (in originale “I would prefer not to”). Il protagonista utilizza questa formula per opporsi con gentilezza a ogni richiesta del suo datore di lavoro, incarnando un dissenso silenzioso. Da Jacques Derrida in poi molta filosofia contemporanea ha analizzato a fondo il valore del “no” e del rifiuto radicale con le dovute differenze e tuttavia concordando sul risoluto diniego come simbolo di una resistenza pacifica contro le regole e le richieste del mondo, incrinandone le gerarchie stabilite dal linguaggio e dal potere. È questo, secondo Marinella Guatterini, il segreto per vivere e creare oggi nel mondo della danza contemporanea, senza soggezione, senza paura dell’avvolgente tecnologia, senza provare obblighi di sorta, senza accondiscendere al “cosiddetto” mercato. La ricerca, etica e umanistica, sa dire di no. Perché?

Perché ballonzolare qua e là nello spazio vuoto, rannicchiarsi, camminare a piedi nudi e/o scivolare con passi strisciati dondolando il bacino come se si fosse sulla luna, o sulla passerella di una sfilata di moda; passeggiare con calzini e scarponcini, magari nudi; straziarsi un po’, chiudendo il corpo in dolenza afasica? Perché raccontare di sé, narcisisticamente, con la presunzione che il pubblico si rispecchi nelle disgrazie dell’autrice/autore? Questa sarebbe la cosiddetta danza contemporanea? No. O meglio la contemporaneità ha mille facce, ma anche un principio ben chiaro: si permette il lusso dei significanti, ovvero gioca con il movimento riconsegnandolo al piacere di costruire forme poetiche e/o misteriose (Kant), ma mai con l’intento di produrre un senso preciso, bensì fuggevole, semmai un nonsense. Inoltre, insorge contro l’indottrinamento del pubblico: preferisce spronarlo a entrare in sintonia con ciò che vede attraverso la propria sensibilità e i pensieri che possono anche essere diametralmente opposti a quelli dell’autore, prediligendo sempre l’istinto alla ragione (Antonin Artaud).


foto cover: Denise Prandini, dettaglio

INFO
BIGLIETTI
intero 15 €
ridotto convenzioni 13 € *
ridotto studenti 10 € **
* over 65, soci Arci, Unicoop Firenze, Controradio Club, Touring Club Italiano, Institut français, Lungarno, IREOS, Centro Pecci Prato, possessori biglietti mostre in corso e Amici di Palazzo Strozzi, personale e docenti Unifi
** studenti universitari, Accademia delle Belle Arti, Conservatorio, IED, Polimoda, scuole convenzionate

Le modalità di acquisto in prevendita saranno disponibili a breve.


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