Dentro il contemporaneo

AUTORI UNDER 25

10 Ottobre 2026 - 11 Ottobre 2026 18:00

PARC Performing Arts Research Centre Firenze | IT


nell’ambito del festival Fabbrica Europa 2026


Dentro il contemporaneo è un progetto dedicato ad autori under 25, realizzato in collaborazione con Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e curato da Marinella Guatterini, docente e critica di danza.

Otto performance firmate da sei giovanissimi coreografi, laureatisi alla Scuola milanese nel 2025, che attraversano territori di bellezza e sperimentazione, dando vita a linguaggi personali con gesti, canti, sonorità e una preziosa esuberanza.

Nelle due serate in programma si alterneranno sul palco:

Giovanna Seccia
Pelle
Un corpo e un oggetto che si relazionano. Il corpo si lascia avvolgere, si nasconde, sceglie di emergere o di inabissarsi. Giovanna Seccia, con Pelle, indaga questa relazione, le possibili strade e i continui mutamenti, in un viaggio in cui Itaca non è una meta da raggiungere ma una tappa da scoprire.

Arianna Delle Gemme
Senza Coda
Senza coda indaga le funzionalità della coda, elemento distintivo nel regno animale, e come la sua essenza, sia simbolica che fisica, possa trasfigurarsi nel corpo umano. Cosa rappresenta davvero quest’organo per l’essere umano? Quali sono, per la nostra specie, gli elementi che ne sostituiscono le potenzialità? Considerata spesso l’arto perduto nell’evoluzione, la coda diventa simbolo di connessione tra l’uomo e una dimensione primordiale.

Marcello Malchiodi
Icarus
Icarus è un progetto che nasce dalla necessità del performer di indagare il significato della sindrome omonima al mito greco attraverso la scoperta del proprio scheletro, delle possibilità e dei limiti che possiede. Come Icaro è incapace di apprezzare ciò che ha, il performer non riesce a trovare pace con il proprio corpo e cerca di cambiarlo radicalmente, a tal punto da lottare contro di esso come contro un essere estraneo a sé.

Alvise Gioli
In fondo alla litoranea
In fondo alla litoranea è un tuffo… Un’immersione in apnea e al tempo stesso una riemersione. Collocata in un ambiente ibrido tra il mondo subacqueo e una piscina di nuoto, la creazione di Alvise Gioli riflette sulla nostra ontologia acquatica, sul nostro rapporto con l’acqua e sulla necessità di dover riconsiderare questa nostra relazione.

Lorenzo Dino Marchionni
Quando l’acqua diventa ghiaccio
Mettendo in risalto momenti di incomprensione, di contrasto, di dissonanza, di “non-detto”, e partendo dall’analisi della vibrazione, del fluido non-newtoniano e dagli studi sulla sensibilità dell’acqua di Masaru Emoto, questo lavoro analizza la possibilità “atomica” dell’emozione negli attimi di scontro con l’altro, e la scintilla da cui nasce l’emozione, estremamente concentrata seppur microscopica, che rivela lo stato di innocente nudità e fragilità dell’individuo.

Marcello Malchiodi
Prometheus 
Prometheus si ispira liberamente al romanzo L’ultimo giorno di un condannato di Victor Hugo, riprendendo la dimensione psicologica del condannato, dell’essere umano messo ai margini e marchiato dalla società. Una moltitudine organizzata giudica, etichetta e punisce le deviazioni del singolo. Il performer incarna la follia che la società gli ha imposto, senza opporre resistenza, come un eroe tragico greco destinato ineluttabilmente al proprio fato.

Maria Priscilla Cornacchia
PodiÀfos
Una creazione che indaga la relazione tra corpo e musica elettronica. Attraverso l’energia dell’electro-pizzica e la forza della musica rave, quattro danzatori percorrono simbolismi legati alla terra, alla rinascita e alla connessione interpersonale, studiando come il corpo reagisce e si trasforma attraverso il ritmo.

Marcello Malchiodi
Orione
Orione è il terzo capitolo della trilogia dedicata alla follia. In questa tappa, il focus si sposta su una condizione universale, quella di una follia che non è più solo interna al soggetto, ma che si riflette nel mondo che lo circonda. Il corpo in scena è quello di un essere affranto, disorientato, che cerca di sopravvivere in un ambiente devastato dove ogni equilibrio è ormai compromesso.

 

PREFERIREI DI NO: DANZARE IL CONTEMPORANEO
di Marinella Guatterini

tra “pillole” teoriche di vario numero

Lo strano titolo che anticipa DANZARE IL CONTEMPORANEO si rifà a una frase più volte ripetuta in Bartleby lo scrivano (1853) di Herman Melville “Preferirei di no” (in originale “I would prefer not to”). Il protagonista utilizza questa formula per opporsi con gentilezza a ogni richiesta del suo datore di lavoro, incarnando un dissenso silenzioso. Da Jacques Derrida in poi molta filosofia contemporanea ha analizzato a fondo il valore del “no” e del rifiuto radicale con le dovute differenze e tuttavia concordando sul risoluto diniego come simbolo di una resistenza pacifica contro le regole e le richieste del mondo, incrinandone le gerarchie stabilite dal linguaggio e dal potere. È questo, secondo Marinella Guatterini, il segreto per vivere e creare oggi nel mondo della danza contemporanea, senza soggezione, senza paura dell’avvolgente tecnologia, senza provare obblighi di sorta, senza accondiscendere al “cosiddetto” mercato. La ricerca, etica e umanistica, sa dire di no. Perché?

Perché ballonzolare qua e là nello spazio vuoto, rannicchiarsi, camminare a piedi nudi e/o scivolare con passi strisciati dondolando il bacino come se si fosse sulla luna, o sulla passerella di una sfilata di moda; passeggiare con calzini e scarponcini, magari nudi; straziarsi un po’, chiudendo il corpo in dolenza afasica? Perché raccontare di sé, narcisisticamente, con la presunzione che il pubblico si rispecchi nelle disgrazie dell’autrice/autore? Questa sarebbe la cosiddetta danza contemporanea? No. O meglio la contemporaneità ha mille facce, ma anche un principio ben chiaro: si permette il lusso dei significanti, ovvero gioca con il movimento riconsegnandolo al piacere di costruire forme poetiche e/o misteriose (Kant), ma mai con l’intento di produrre un senso preciso, bensì fuggevole, semmai un nonsense. Inoltre, insorge contro l’indottrinamento del pubblico: preferisce spronarlo a entrare in sintonia con ciò che vede attraverso la propria sensibilità e i pensieri che possono anche essere diametralmente opposti a quelli dell’autore, prediligendo sempre l’istinto alla ragione (Antonin Artaud).

Le brevi pillole teoriche, a cura di Marinella Guatterini, che intervallano le esibizioni coreutiche, potrebbero dipanare qualche dubbio su danza contemporanea, ricerca, rifiuto.


foto: Denise Prandini, dettaglio

INFO
BIGLIETTI
intero 15 €
ridotto convenzioni 13 € *
ridotto studenti 10 € **
* over 65, soci Arci, Unicoop Firenze, Controradio Club, Touring Club Italiano, Institut français, Lungarno, IREOS, Centro Pecci Prato, possessori biglietti mostre in corso e Amici di Palazzo Strozzi, personale e docenti Unifi
** studenti universitari, Accademia delle Belle Arti, Conservatorio, IED, Polimoda, scuole convenzionate

Le modalità di acquisto in prevendita saranno disponibili a breve.


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