Ferruccio Soleri

una vita da Arlecchino

7 Luglio 2016 21:00

Loggia del Teatro dei Leggieri di San Gimignano | IT


incontro con Ferruccio Soleri
con la partecipazione di Mario Mattia Giorgetti
e con Roberto Guicciardini
a cura di Sipario

 

Da quando Giorgio Sthreler, nel 1963, l’ha voluto per il ruolo di protagonista nello storico allestimento dell’Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e rappresentato da oltre 50 anni in tutti i maggiori teatri del mondo, Ferruccio Soleri ha rappresentato per generazioni l’incarnazione ideale di quella maschera, alla quale ha dedicato tutta la sua vita.
Parlare di questo celebre “Arlecchino” non significa però ripercorrere la storia di un allestimento che ha fatto la storia del teatro italiano contemporaneo, ma immaginare un filo rosso che collega i nostri tempi agli albori di quel periodo mitico, di quel movimento artistico rivoluzionario che fu chiamato Commedia dell’Arte e che vede storicamente la sua nascita a cavallo tra Cinquecento e Seicento.
Da quel momento non c’è stato illustre regista, italiano o straniero, che non si sia ispirato a quel linguaggio fantastico, immediato, fisico, fatto di azioni, costumi variopinti, gestualità, musica e danza e che ha saputo, da sempre, superare barriere linguistiche, affermandosi per la sua creatività e per la sua capacità di raccontare i più profondi vizi dell’animo umano.
Soleri, dunque, non è solo un attore, ma un testimone, un “corpo narrante” che ci connette direttamente e profondamente alla storia del teatro, ovvero alla storia delle nostre radici culturali.
Per meglio approfondire la natura del fenomeno in cui il personaggio si determina, l’incontro sarà supportato da documenti e testimonianze video raccolte documentario di Mario Mattia Giorgetti realizzato per Rai International e un collage di tutti i passaggi più intriganti e comici dell’interpretazione di Soleri come Arlecchino.

 

Attore e regista italiano, Ferruccio Soleri lavora al Piccolo Teatro di Milano fin dal 1957. Dal 1963 a oggi, raccogliendo l’eredità di Marcello Moretti, interpreta magistralmente Arlecchino servitore di due padroni per la regia di Giorgio Strehler, instancabilmente, studiando a fondo ogni suo aspetto umano ed espressivo. Della celebre maschera l’attore evidenzia soprattutto l’aspetto felino, giocando sull’elemento acrobatico, molto presente nell’Arlecchino del ‘600 e ‘700; ne studia approfonditamente la voce, lavorando con la maschera e osservandosi allo specchio. Al Piccolo Teatro interpreta, naturalmente, anche altri ruoli, partecipando a diversi spettacoli: L’anitra selvatica di Ibsen (1963), Vita di Galileo di Brecht (1963), Visita alla prova dell’Isola purpurea di Bulgakov (1969), Splendore e morte di Joaqu’n Murieta di Neruda (1970), La Passione con la regia di K. Dejmek (1972), La tempesta di Shakespeare (1984), Il trionfo dell’amore di Marivaux (1986). Si dedica anche alla regia, debuttando nel 1972 con Il corvo di Carlo Gozzi; lo stesso anno scrive e mette in scena Arlecchino, l’amore e la fame. Quindi, dopo alcune regie liriche ( Don Pasquale di Donizetti, La finta giardiniera di Mozart), ha allestito Arlecchino e gli altri, scritto insieme a Luigi Lunari (1981), e La locandiera, ovvero la guerra dei sessi di Cuppone e Carrara (1988). Tiene in tutto il mondo stage sulla Commedia dell’Arte e sul Teatro. Fra i numerosi premi ricevuti, l’Ambrogino d’oro (Milano), l’Arlecchino d’oro 2001 (Mantova), la Maschera d’oro 2001 (Mosca), la Medaglia d’oro 2005 (Roma) come benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte, il Leone d’oro alla carriera alla Biennale Internazionale di Venezia 2006.

 

 

 

 

 

 

 

INFO
Ingresso gratuito


Comments are closed.