nell’ambito del festival Fabbrica Europa 2026
Strike Two, nuova creazione del coreografo Philippe Kratz che Fabbrica Europa presenta in anteprima, nasce dal confronto con il Trio per pianoforte n. 2, composto nel 1944 da Dmitrij Šostakovič dopo la morte del suo più caro amico, il musicologo Ivan Sollertinskij. Nella tradizione del Trio élégiaque, l’opera si muove tra lutto personale e memoria collettiva, tra guerra e ricordo. Nell’ultimo movimento, un tema ispirato alla musica popolare ebraica si condensa in una danza macabra che progressivamente si dissolve nei frammenti del materiale musicale. Anni dopo, Šostakovič tornerà su questo motivo nell’ottavo Quartetto per archi, dedicato alle vittime del fascismo e della guerra.
Strike Two prende avvio da questa tensione che il lavoro non cerca di illustrare ma di abitare.
Sulla scena, due corpi condividono uno spazio senza che la loro relazione possa mai essere definita con certezza: fratelli, avversari, amanti, estranei oppure una stessa persona che continua a incontrare se stessa al di fuori di sé.
Ogni loro gesto racchiude al tempo stesso la possibilità del sostegno e della cancellazione, dell’ascolto e della resistenza.
Nulla si risolve. Ogni equilibrio viene rimesso continuamente in discussione.
“strike two”, nel baseball, indica il secondo strike, il secondo tentativo mancato.
Non è ancora la fine, ma è il momento in cui il suo approssimarsi diventa tangibile. Uno stato di sospensione in cui il tempo si contrae e ogni azione acquista un peso diverso.
Non esiste ancora una conclusione, ma non è più possibile tornare all’inizio.
Philippe Kratz (Leverkusen, 1985) si avvicina alla danza attraverso il Tanztheater tedesco con la pedagoga e coreografa Suheyla Ferwer. Si forma tra l’École supérieure de danse du Québec di Montréal e la Staatliche Ballettschule di Berlino per poi entrare nella Compagnia Aterballetto, dove lavora con numerosi coreografi internazionali. È in questo contesto che inizia a sviluppare un suo percorso autoriale, sostenuto da Cristina Bozzolini.
Dal debutto con Phoenix (2017), la sua ricerca indaga i processi di costruzione, distruzione, decostruzione e ricomposizione, esplorando il nucleo resiliente che li attraversa. Con il duetto O (2018), ispirato a un incontro tra due robot umanoidi, vince il 32° Concorso Coreografico di Hannover e ottiene una residenza con l’Australian Dance Theatre. Nel 2015 e nel 2019 la rivista TANZ lo segnala tra gli “Hoffnungsträger / One to Watch” e nel 2019 ottiene il Premio Danza&Danza per cloud|materia, lavoro ispirato al pensiero di Anni Albers, figura chiave del Bauhaus.
Ha al suo attivo collaborazioni con importanti compagnie e istituzioni, tra cui Aterballetto, TanzMainz, Gauthier Dance Company, Nuovo Balletto di Toscana, Wiener Staatsballett, Bayerisches Staatsballett, il Balletto Nazionale Croato di Zagabria e il Teatro alla Scala di Milano. Nel 2024 e nel 2025 è stato direttore artistico del Nuovo Balletto di Toscana e nello stesso periodo ha vinto il bando di produzione italiana della Biennale Danza di Venezia 2025 con SISIFO FELICE, firmato con Pablo Girolami.
coreografia: Philippe Kratz
danza: Alberto Terribile e Donnie Duncan
musica: Trio per pianoforte n. 2 di Dmitrij Šostakovič
eseguito dal vivo dai musicisti della Scuola di Musica di Fiesole Ruben Have (violino), Viviana Di Rita (pianoforte), Rebecca Rotondi (violoncello)
produzione e distribuzione in Italia: Stazione Utopia