LA PRIMA DANZA è un progetto di danza contemporanea site-specific frutto della collaborazione tra Fondazione Fabbrica Europa e Bigi Paoletti/Fritz Company di Damiano Ottavio Bigi e Alessandra Paoletti.
Il progetto mira a trasformare spazi del patrimonio storico-artistico in dispositivi di esperienze performative articolate in diversi capitoli, favorendo una connessione profonda tra territorio, luogo, opera e pubblico attraverso la danza.
À COUPS DE MARTEAU / primo capitolo
La Prima Danza/À coups de marteau si è svolto a Firenze nel settembre 2025, presso il Chiostro e il Cenacolo di Ognissanti, nell’ambito del progetto Musica e danza nei Cenacoli fiorentini, finanziato dal Ministero della Cultura, Dipartimento per le attività culturali – Direzione Generale Spettacolo, grazie all’avviso pubblico “Valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo svolte negli istituti e luoghi della cultura statali Anno 2025”, realizzato con la Direzione regionale Musei nazionali Toscana del MiC.
In questa occasione, Damiano Ottavio Bigi e Alessandra Paoletti hanno diretto una performance itinerante che ha coinvolto i danzatori della Hung Dance di Taiwan, della Compagnia EgriBiancoDanza e i musicisti del Centro di ricerca, produzione e didattica musicale Tempo Reale.
La performance nasce come un attraversamento rituale di uno spazio architettonico inteso non solo come luogo fisico, ma come guida per il corpo e mappa simbolica. Un contesto in cui l’architettura orienta il corpo e, allo stesso tempo, riflette un percorso interiore. Il pubblico è qui invitato a muoversi lungo un itinerario, in cui il cammino nello spazio coincide con un processo di progressiva sottrazione dal mondo esterno. La performance accompagna il passaggio dal caos e dalla dispersione a una condizione di raccoglimento, sospensione e ascolto, generando un tempo altro, separato, in cui confrontarsi con sé, con la memoria del luogo e con la propria presenza.
La musica dal vivo assume un ruolo strutturante: non accompagna il movimento, ma lo genera, lo devia, lo interroga. Suono e corpo entrano in un dialogo costante, influenzandosi reciprocamente e adattandosi all’acustica, alla storia e alla materia dello spazio attraversato. Ne emerge una drammaturgia spaziale in cui gesto, suono e luogo si intrecciano in un’esperienza collettiva.