26 Settembre 2026 18:00
PARC Performing Arts Research Centre Firenze | IT
nell’ambito del festival Fabbrica Europa 2026
Carusə | sine Sole sileo di Pierandrea Rosato, qui presentato in forma di studio, è un solo che attraversa la danza silenziata del tarantismo nel suo status moriendi, ispirandosi a La terra del rimorso di Ernesto De Martino. Il rito è osservato nella sua dimensione malinconica, esausta e residuale, fino alla forma estrema del tarantismo acquatico, in cui il desiderio di guarigione poteva rovesciarsi in desiderio di morte.
Al centro della performance c’è un corpo giovane e maschile: la giovinezza come porosità, intuizione non ancora addomesticata, capacità di risuonare con memorie storico-politiche e affettive che persistono nel presente come forme di haunting; la maschilità come dislocazione di un fenomeno tradizionalmente associato soprattutto al corpo femminile.
Il performer attraversa stati di trance, sospensione e malinconia, intrecciando il proprio corpo con nenie infantili e funerarie e con l’unica presenza musicale fuori campo, Poveri fiori di Francesco Cilea nella voce di Maria Callas: una presenza femminile che trasforma la perdita in forma, in complicità con il carattere morente del rito.
Carusə si configura così come il disfacimento di un rituale: un corpo giovane attraversa ciò che del tarantismo è perduto, ciò che ancora insiste nel presente e ciò che, nella sua forma più estrema, si rivolge verso la propria scomparsa.

