Daniele Ninarello / Cristina Donà / Saverio Lanza
L’universo nella testa

Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e da lui dipendono,
può ancora far maturare una manciata di grappoli d’uva
come se non avesse nient’altro da fare nell’universo.

Galileo Galilei

 

Esplorare il limite. Non fermarsi a ciò che è noto o appare tale. Andare oltre.
Dallo slancio dei grandi esploratori italiani del cielo, del mare e della terra prende vita L’universo nella testa, spettacolo che apre all’indagine tra linguaggi performativi in maniera inedita, lavorando sui movimenti coreografici del giovane danzatore e coreografo Daniele Ninarello e le musiche della cantante Cristina Donà insieme al compositore e artista visivo Saverio Lanza.

I movimenti della danza fanno da corpo motore alla costruzione dello spettacolo, disegnando nello spazio scenico, attraverso il movimento, rotazioni del corpo che evocano orbite celesti e creano un amalgama di cellule ritmiche verso un ondeggiare perpetuo del flusso creativo. Brani come “Stelle buone”, “Il senso delle cose”, “Goccia”, “Universo” danno al tutto il senso di una costellazione originale in cui perdersi, osservare e ritrovarsi. Composizioni note come “Across The Universe” dei Beatles, tracciano una rotta carica di significati e in continuo mutamento. La musica risplende nella danza e si riflette in un equilibrio perfetto e vitale tra il registro intimo e l’emotività catartica del rock, in una scena essenziale attraversata dai live eletronics di Saverio Lanza, che da tempo lavora sulla costruzione prospettica di sezioni preregistrate, azionate per innescare stratificazioni sonore di supporto ai momenti suonati e cantati dal vivo, dando allo spettacolo una forza innovativa e attuale. Le note delle composizioni risplendono nella danza e si riflettono in un equilibrio perfetto e vitale tra il registro intimo e l’emotività catartica del rock.
Dopo il fortunato incontro per il progetto “DAN+Z. Dance + Jazz” (2016) che ha visto unirsi la danza di Daniele Ninarello e la musica del sassofonista Dan Kinzelman nella creazione Kudoku, Fondazione Fabbrica Europa e la compagnia CodedUomo lavorano a una nuova opera che porti in sé le radici della cultura italiana rendendole aperte a nuovi innesti contemporanei e a un linguaggio artistico multidisciplinare che sia diretto, comunicativo, pur se leggibile da più prospettive culturali.

 

Daniele Ninarello, dopo aver frequentato la Rotterdam Dance Academy, danza con diversi coreografi internazionali, tra cui Bruno Listopad, Felix Ruckert, Virgilio Sieni. Dal 2007 presenta le sue creazioni in numerosi festival nazionali e internazionali. Dal 2010 le sue produzioni entrano a far parte della rete “Anticorpi Explo” in Italia e successivamente all’estero grazie ai progetti Les Repérages e Dance Roads sostenuto da Mosaico Danza. Nel 2012 si aggiudica la menzione DNA Romaeuropa Festival e nel 2013 è finalista al Premio Equilibrio Roma. Nello stesso anno partecipa a un progetto promosso dal Centro de Documentação e Pesquisa em Dança di Rio de Janeiro che lo vede coinvolto in una nuova creazione con Ricardo Ambrózio, danzatore di Ultima Vez. Da settembre 2012 inizia una collaborazione come danzatore con la compagnia EASTMAN – Sidi Larbi Cherkaoui. La sua produzione Rock Rose WoW del 2013, la prima firmata dalla Compagnia Daniele Ninarello, dopo aver ricevuto il sostegno del progetto Movin’Up, vince il bando Teatro del Tempo Presente, promosso dalla Fondazione LIVE – Piemonte Dal Vivo e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Cristina Donà, una delle voci più originali della scena musicale italiana, inizia il suo percorso artistico nei primi anni ‘90. Sempre in grado di rinnovarsi, è divenuta prima punto di riferimento, poi figura ispiratrice per le nuove generazioni di musicisti italiani. Grazie alle prime performance che hanno messo in luce la sua voce unica, viene segnalata a Manuel Agnelli degli Afterhours con è nata una collaborazione che ha portato all’album di debutto “Tregua”(1997). Al concerto che la vede vincitrice del festival “Max Generation” conosce Robert Wyatt, che vota “Tregua” tra i suoi cinque album preferiti per l’influente mensile britannico “Mojo”. Finito il primo tour nazionale, completa il materiale che andrà a comporre l’album “Nido” (1999), dove ci sono importanti collaborazioni, tra cui quella di Wyatt nel pezzo “Goccia”. Dopo tanti successi e sei uscite discografiche, un lungo periodo di lavoro e di esplorazione introspettiva, nel 2014 pubblica l’album “Così Vicini” con dieci pezzi scritti con Saverio Lanza che ne firma anche la produzione artistica.
Saverio Lanza ha studiato composizione al Conservatorio di Firenze con Carlo Prosperi, diplomandosi in Direzione d’Orchestra e Strumentazione per Banda. Lavora in un ambito musicale a cavallo tra musica di ricerca e canzone d’autore sia come produttore che come autore: Cristina Donà, con la quale nel 2015 riceve il Premio Tenco, Bugo, PGR, Sarah Jane Morris, Vasco Rossi, Piero Pelù, Irene Grandi & Stefano Bollani. Come solista ha inciso due album, “Ce l’hai una sigaretta?” e “Madrelingua”. È stato più volte direttore d’orchestra in occasione del Festival di Sanremo. Nel 2005, insieme al fratello fotografo Marco, fonda Pastis, un progetto tra fotografia, video e musica, con cui partecipa a vari concorsi e mostre internazionali. Nel 2009 Pastis vince il Premio Ciampi nella sezione L’Altrarte. Nel 2011 Saverio e Marco vengono invitati a proiettare alcuni lavori al Tribeca Cinema di New York. Nel 2018 esce “Lungoviaggio”, visual album firmato da Pastis e Irene Grandi, grazie al quale riceve la Targa “Musica da Bere”.

 

Daniele Ninarello, coreografia e danza
Cristina Donà, voce e chitarra
Saverio Lanza, voce, chitarra e live electronics
coprodotto da Fondazione Fabbrica Europa e Associazione Culturale CodedUomo

 

Photogallery

 

[foto: Monia Pavoni]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comments are closed.